martedì 17 maggio 2011

Benvenuta, donna mia, benvenuta!

Benvenuta, donna mia, benvenuta!

Certo sei stanca
come potrò lavarti i piedi
non ho acqua di rose né catino d’argento

Certo avrai sete
non ho una bevanda fresca da offrirti

Certo avrai fame
e io non posso apparecchiare
una tavola con lino candido

La mia stanza è povera e prigioniera
come il nostro paese.

Benvenuta, donna mia, benvenuta!

Hai posato il piede nella mia cella
e il cemento è divenuto prato

Hai riso
e rose hanno fiorito le sbarre

Hai pianto
e perle son rotolate sulle mie palme

Ricca come il mio cuore
cara come la libertà
è adesso questa prigione.

Benvenuta, donna mia, benvenuta!


   - Nazim Hilkmet

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