"A che stai pensando?"
"Io? .. Che ho messo il vestito più bello che avevo e che.. insomma qui, con le candele.. Noi Due e.."
"E?"
"E non lo so, come dire.. è terribile sentirsi così contenti.
Devi riportarmi alla Realtà Andrea.."
"Ma questa è la Realtà.."
"No.. Raccontami una storia; qualcosa di Triste.."
"Una storia triste?"
"Vuoi?"
"Si.. le Storie tristi mi vengono benissimo. Ma ne vuoi una triste normale, o una allegra ma raccontata in modo triste?"
"Incominciamo con una Triste normale.."
"Ok.. Allora..
Mi ricordo che quel giorno, faceva un freddo incredibile.. e quando siamo arrivati al cimitero ha cominciato anche a Nevicare. E lì c'erano i tipi che sistemano con i mattoni e la calce.. ed è una cosa lunghissima, non ci si crede quant'è lunga.
E li è successa una cosa strana.. Mi sono sentito tranquillissimo; una calma quasi piacevole che..era difficile da definire. E poi avevo un solo e unico pensiero assurdo."
"Che pensiero?"
"Quello era il funerale di mio padre e il pensiero era che.. che quando ci facevamo la barba e ci tagliavamo, io e lui ci tagliavamo sempre nello stesso punto.
Ecco io pensavo a questo.. Non ero triste o chissà che.. me ne stavo li, guardavo la gente, questi che lavoravano, la neve cadeva e.. e pensavo solo a quello. Che questi centimetri di pelle, identici fra me e mio padre.. era forse la prova che.. beh che in qualche modo Lui restava..
Forse.
Ecco.. Ma non è poi così triste, no?"
"Forse no.."
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