Una volta ero in Metropolitana.. stavo tornando a casa da scuola.
Era mattina, circa le 9:00.. ero andata a scuola non sapendo che era sciopero Nazionale di Studenti e Precari.
Ero li, sulla metro.. era venerdì e faceva Freddo.
Indossavo delle calze Nere in Pail pesanti e un felpone rosso che mi faceva da Vestito; [e quelle scarpe da streghetta blu scuro che mi piacciono tanto..] i capelli rosso Acceso in una Capigliatura un pò Punkettona.
Ero lì, sulla metropolitana B, quella vecchia e mal'andata .. Ascoltavo musica, credo Subsonica o Verdena; gran bel concerto quello che avevano fatto quello scorso Mercoledì.
Ero posizionata in piedi appostata ad un lato della porta, e dal vetro che c'era riuscivo a vedere la gente alle mie Spalle.
C'erano uomini in Giacca e Cravatta, con la loro valigetta nera di pelle;c'erano donne trasandate con i loro bambini [..ci si chiede come si faccia a finire così..];c'erano ragazzi e ragazze diretti chissà dove.
Verso Eur Palasport si appostò accanto a me una donna, o una ragazza, non riuscì a capire la sua età.
Era in carne ed aveva una notevole circonferenza toracica; indossava un lungo cappotto nero che mi impediva di vedere altri indumenti.
Ascoltava Musica, l'ascoltava e canticchiava a bassa voce ballando; ballava. Ballava come fosse in un video di Britney Spears.. credeva di esserci dentro.
Era così strana; così Magica.. delicata nella sua tenera pesantezza. [Chissà quanta gente l'avrà notata, e quanti l'avranno ignorata..]
Avrei voluto conoscerla.
Si aprirono le porte [sincronismo perfetto] e svanì con la sua danza.
Mi voltai ad osservare gli individui che mi circondavano.
I stessi che puoi incontrare in metro ogni mattina.
Però c'era lei; questa ragazza che mi guardava dall'altra estremità della porta.
Sembrava uscita da un film horror o da un video Musicale sulla Guerra.
Aveva i capelli bruni molto corti, come se glieli avessero tagliati alla mal peggio e con un paio di forbiciacce; era pallida ed olivastra in volto, aveva uno strano colorito color latte Avariato.. un Giallognolo da Cappuccino decolorato Male.
Aveva degli indumenti così anonimi e spenti che sembravano appartenere ad un Uomo.
Un cappotto blu scuro, quasi nero, le arrivava poco più in basso rispetto alla Vita; i pantaloni e la felpa verdi scuro,anch'essi quasi neri, larghi e lunghi; e le scarpe erano di un Cuoio vecchio, da uomo.
Non aveva un bellissimo volto, ma il suo sguardo sul Mio pesava.
Ora sorrideva leggermente, Mi sorrideva leggermente.
Non so perché non ricambiai, forse perché quando sono da sola sui mezzi tiro fuori tutta l'Apatia che ho dentro; non lo so perché ma Volsi lo Sguardo altrove.
I suoi occhi però continuavano ad avvolgermi in un sottile strato di Scomodità ma al contempo Serenità Stretta.
Era così inconsueta che avrei voluto fargli una Foto; mi limitai a catturarla nella mente.
La guardai un ultima volta prima che la metro potesse fermarsi.
Ora guardava avanti con aria Serena, come se fosse uscita Vincitrice dalla sua guerra Personale.
Piena di Tagli, ferite e cicatrici che però già iniziavano a svanire a poco a poco..
Era in pace;
Era Serena.
E poi Svanì..

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