E se la smettessi di prendere questi antibiotici?
E se la smettessi di mangiare quando sono piena?
E che dire di quelle trasparenti carote penzolanti?
E che dire di quella fama sempre elusiva?
Grazie India,
grazie terrore,
grazie disillusione.
Grazie fragilità,
grazie conseguenza,
grazie, grazie silenzio.
E se la smettessi di incolparti di ogni cosa?
E se mi godessi l’attimo per una volta?
E che dire di quanto mi fa star bene finalmente perdonarti?
E se mi addolorassi di tutto uno alla volta?
Grazie India,
grazie terrore,
grazie disillusione.
Grazie fragilità,
grazie conseguenza,
grazie, grazie silenzio.
Il momento in cui ho mollato è stato il momento
in cui avevo tra le mani molto più di quello che potevo gestire.
Il momento in cui sono saltata giù
è stato il momento in cui ho toccato terra.
E se la smettessi definivamente di essere masochista?
E se mi ricordassi della tua divinità?
E se sgridassi sfacciatamente ai tuoi occhi?
E se non identificassi la morte col farla finita?
Grazie India,
grazie provvidenza,
grazie disillusione.
Grazie nulla,
grazie chiarezza,
grazie, grazie silenzio.
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